Sinceramente non saprei dirvi se “C’era Una Volta a Hollywood” mi sia piaciuto o meno. Strano. Ecco, sì: l’ho trovato strano. Il racconto delle vicende dei personaggi, reali e inventati, corre parallelo e poi si intreccia come in un gioco di possibilità mancate o accolte. Realtà e finzione giocano a nascondino un po’ come la vita su un set (immagino). Dopo tutto “E’ Hollywood, bellezza!”. Per tutta la durata del film, la radio è una presenza molto ingombrante tra musica e promo di programmi. Una presenza che diventa “rumore di fondo”. A me ha dato fastidio… e quando lavoro io ho sempre la radio in sottofondo, anzi: mi infastidisco se non posso accenderla! Due cose mi sono rimaste più di tutto il resto: la mostruosa bravura di Leonardo Di Caprio e una genialata di Tarantino.
Non alzatevi dopo i titoli di coda! Purtroppo quasi tutto il pubblico era uscito ma c’è una scena “bonus” che, per me, è valsa il film. Da quello che si vede si capisce un dettaglio che è stato presente per tutto il film. Vi dico solo che ho pensato: “fottuto genio!”.

 

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Author: VISIONAIR

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