Se vi intrigano i misteri, i viaggi nel tempo e anche le questioni filosofiche, vi segnalo “Dark” su Netflix. Si tratta di una serie di produzione tedesca che racconta una storia intricata di sparizioni e misteri che si incrociano e si inseguono in una cittadina tedesca, Winden, lungo diverse linee temporali …e non solo. Non vi rivelo più di tanto perché, parlando di questa serie il rischio di spoilerare è molto alto. Sono consapevole che questa storia la si ama o la si odia ma dipende proprio dal genere di racconto.
Vorrei sottolineare l’enorme e minuzioso lavoro di casting fatto per trovare attori molto somiglianti tra loro per rappresentare i personaggi nelle loro diverse età: davvero un lavoro straordinario!
Il racconto parte dal 2019 con la scomparsa di due bambini. Le ricerche porteranno alla luce misteri e oscuri segreti che questa piccola cittadina nasconde, rivelando i rapporti e il passato di quattro famiglie che vi abitano e attorno alle quali ruotano le vicende: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler ed i Tiedemann. Giusto per orientarci tra i tre cicli di episodi rilasciati: l’intreccio della prima stagione si svolge su tre piani temporali principali: 1953, 1986 e 2019. Nella seconda stagione le vicende si estendono anche al 1921 e al 2052, mentre nella terza le vicende arrivano fino al 1888.
Durante lo svolgersi della storia emerge quello che si chiama “principio di autoconsistenza di Novikov”. In pratica: molti personaggi sono in grado di spostarsi nel tempo ma non sono però in grado di modificare il loro destino, né quello degli altri perché il passato, in quanto tale, è immutabile. In parole semplici, anche quando si viaggia nel tempo non si può fare altro che assecondare gli eventi per come si sono svolti secondo il paradosso della predestinazione.
Cosa ne penso? La serie tedesca è una delle produzioni più interessanti di Netflix con una trama in grado di gestire più linee temporali e dimensioni affrontando temi come il destino e il sacrificio. Tutto questo senza esagerare. Gli autori hanno saputo fermarsi e capire quando non era il caso di mettere altra “carne al fuoco”. Avrebbero potuto aggiungere dettagli e andare avanti a raccontare la storia all’infinito ma hanno scelto di non farlo e questo ha impedito di buttare tutto in caciara: ovvero in confusione totale. Non tutto viene risolto e alcune domande alla fine rimangono aperte ma il mistero per me rimane uno solo: ma perché diamine a Winden, in qualunque epoca ci si trovi, piove sempre!?! A parte gli scherzi: da vedere assolutamente!

 

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Author: VISIONAIR

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