IDEATORE: Scott Frank, Allan Scott
REGIA: Scott Frank
CAST: Anya Taylor-Joy, Bill Camp, Marielle Heller, Harry Melling, Thomas Brodie-Sangster

 

Sono sincera: ho fatto partire la prima puntata della miniserie “La Regna degli Scacchi” su Netflix solo perché ero curiosa: è uscita il 23 ottobre 2020 e il 28 era una delle serie più viste del giorno sulla piattaforma. Non l’ho più lasciata: sono rimasta ipnotizzata. Ipnotizzata dalla protagonista, dal racconto, dalla confezione dagli scacchi.
La storia raccontata si basa sul romanzo “The Queen’s Gambit” di Walter Travis, uscito nel 1983. Il titolo del libro, come del resto il titolo originale della serie, fa riferimento ad un’apertura scacchistica: il gambetto di donna.
Le sette puntate raccontano la vita di una bambina che rimane orfana e scopre la passione per gli scacchi grazie ad un inserviente del collegio femminile dove viene portata. La piccola (Beth Harmon) rivela subito talento, genialità e carenze emotive, causate da circostanze choccanti, che la avvicinano ad abbracciare abitudini che la portano alla dipendenza… una dipendenza che assume diverse facce durante il racconto.
Cosa ne penso? Consigliatissimo. Ho apprezzato molto la performance magnetica di Anya Taylor-Joy, la cura nella realizzazione dei dettagli d’epoca e la sceneggiatura. Ciò che viene rappresentato è talmente ben fatto che poteva rischiare di sembrare patinato e vuoto… e invece la storia è raccontata in modo intelligente, profondo e “multistrato”, nel senso che si possono individuare diversi temi e spunti di riflessione. La battaglia contro le  dipendenze tocca, a mio parere, anche la lotta per la propria indipendenza: dagli uomini, dalla famiglia (che in entrambi i casi non è stata proprio “da manuale”), dalla società che impone compromessi che Beth non è disposta ad accettare. Non ve lo perdete!

 

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Author: VISIONAIR

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