Tutto pronto per Wonder Woman 3.
Matt Smith nel cast di Morbius.
La passione di Stallone per Edgar Allan Poe.
Göteborg: vedere film chiusi in una bara.

 

Ancora non è uscito “Wonder Woman 1984” e già la regista sta pensando ad un terzo film dedicato alla supereroina interpretata da Gal Gadot. Patty Jenkins, durante un’intervista a Vanity Fair, ha dichiarato di aver ben chiari i suoi piani per il nuovo capitolo, che sia lei a dirigerlo o meno, ha bene in testa come dovrebbe proseguire e terminare l’arco narrativo. Anche se, al momento, la Warner/DC sta rivedendo o cancellando i vari progetti annunciati, il terzo film su Wonder Woman dovrebbe comunque essere certo. Il primo, uscito nel 2017 ha messo d’accordo critica e pubblico, incassando più di quattrocento milioni di dollari solo negli Stati Uniti.

A proposito di cinecomic, c’è un nuovo ingresso nel cast di “Morbius”, film dedicato al vampiro di casa Marvel che avrà il volto di Jared Leto. Si tratta di Matt Smith, che conosciamo per aver impersonato il Dottor Who e che è stato candidato agli Emmy per il ruolo del principe Filippo nella seconda stagione di “The Crown”. Per chi non lo conoscesse, il dottor Michael Morbius è un brillante scienziato che, nel tentativo di trovare una cura per la malattia da cui è afflitto, prova un trattamento sperimentale facendosi iniettare il sangue di un pipistrello vampiro.

Non si parla di vampiri ma di racconti spaventosi con Sylvester Stallone che, fin dagli anni ’70, starebbe lavorando ad un film su Edgar Allan Poe. Le sue opere sono da sempre una passione della star e sul suo profilo Instagram è apparso un video in cui si vedono le pagine di una sceneggiatura scritte a penna mentre si sente la voce di Stallone dire: “Raggiungere i propri obiettivi è una lunga strada, ma vale la pena compiere il viaggio”.

A proposito di situazioni inquietanti, il festival del cinema di Göteborg offrirà la possibilità a otto spettatori volontari per volta di farsi rinchiudere in una bara appositamente costruita per vedere un film: l’apocalittico “Aniara”. Secondo il direttore del festival, che inizia il 27 gennaio, lo scopo è quello di trovare il modo di portare oltre l’esperienza del film, di prendere il senso di claustrofobia e accentuarlo. Niente paura: in caso di emergenza, all’interno della bara ci sarà un pulsante da premere per uscire.

 

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Author: VISIONAIR

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