Erano davvero necessarie tre ore? Sì. Il cerchio narrativo andava chiuso senza tralasciare nulla e così è stato. Il tempo, in ogni caso, vola. E’ un film perfetto? No. Secondo me, ci sono punti deboli e sviste ma è impossibile fare delle considerazioni senza spoilerare. Ad esempio, posso solo chiedermi come mai Captain America parta per una missione vestito in un modo e senza caschetto ma torni con un’altra tuta e col copricapo. Posso solo ricordarmi che Odino, in “Thor Ragnarok”, dice a suo figlio che il martello è solo uno strumento per canalizzare e indirizzare la forza del tuono, perché Thor è il dio del tuono e non il dio del martello.
Poco riuscito il momento (che dura pochissimo) di “girl power”, durante il quale si vedono tutte le eroine femminili andare insieme alla carica. Che senso ha? Boh. Non particolarmente azzeccata, a mio avviso, anche l’ “evoluzione” del personaggio Bruce Banner/Hulk.
Trovo bello che sia un film sulla fragilità: anche gli eroi possono perdere, essere sfiduciati e mostrare le loro debolezze, ognuno a suo modo. Se ciò che accade a Thor può suscitare un sorriso però, a lungo andare, un po’ stanca. Anche i supereroi pagano un prezzo per la vittoria, per poter salvare il mondo. Ciò che questo comporta (spoiler!), dal punto di vista della narrazione e del significato, ha senso e chiude un cerchio. Tutto finisce da dove è partito, in un certo senso (non posso dire di più). Questa scelta però sovverte le regole delle storie di supereroi: certe cose non si fanno porcazzozza!!! Proprio non c’era altro modo per risolvere? Ad esempio usare la potentissima Captain Marvel? Comunque, alla fine, non posso fare a meno di notare che il mondo è stato salvato da un topolino… sarà mica un’autocelebrazione dello Studio di Mickey Mouse?!?

 

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Author: VISIONAIR

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